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Che spettacolo quando giochiamo noi

Ha spiegato con dovizia di particolari che le canzoni in scaletta erano tutte legato l’una all’altra. Poi ha candidamente ammesso che “questa potrebbe anche essere una cagata”. Epico. Come solo Max sa essere epico e normalissimo nel medesimo istante. Anti-eroe per antonomasia, lo ascolti e ti pare di avere a che fare con uno che ti strimpella in salotto. Con la differenza che sale sul palco di un PalaTrieste bello pieno e racconta la tua vita come se l’avesse vissuta con te, istante dopo istante.

Su “Gli Anni” c’è scappata qualche lacrimuccia anche perché il video che accompagnava la canzone sembrava pensato su misura per la generazione cresciuta a pane e Brandon Walsh. Sul resto solo tantissima emozione. Parte sparando subito tre su quattro degli inediti dell’ultimo album (su tutti: I Cowboy non mollano) e così, liberatosi del fardello della modernità, può finalmente dedicarsi a noi e ai nostri ricordi.

Quando inizia “Rotta per casa di Dio” abbiamo la definitiva certezza che “stanotte non l’abbiam persa” e questo concerto sarà migliore di quello di Lignano di qualche anno fa. Aspettativa ampiamente rispettata e per noi dopo sei canzoni sarebbe anche bastato. Max ha scelto di andare oltre e l’abbiamo seguito volentieri. Scaletta davvero ricca ma doverose menzioni d’onore per “La dura legge del Gol” con video dell’Italia agli ultimi sei mondiali, “La regina del celebrità” e la miglior descrizione di molti sabato sera “Con un deca”, unico vero motivo per cui torneremmo alla lira domani mattina.

Poteva di nuovo finire lì e saremo stati comunque contenti. Invece no: altro giro, altra corsa. Nient’altro che noi, Ti Sento Vivere, Io ci sarò, Eccoti e Una Canzone d’Amore; tutte in versione acustica. Se non ti sei innamorato sulla nota di una di queste cinque non puoi dire di aver vissuto.

A spezzare il ritmo del concerto e concederci qualche sessione emozionalmente defaticante c’era un dj di cui non ricordo il nome ma che alla Grotta dei bei tempi che furono avrebbe fatto la sua porca figura in Sala B, domenica pomeriggio. Piazza l’ultimo disco della serata con un sobrio remix di Grazie Mille, poi a ringraziare arrivano loro, gli 883 e J Ax. Max sul palco, Mauro Repetto e J Ax a video ci salutano con la recente, energica “Sempre Noi”.

Abbiamo preso un Camogli in Autogrill all’andata, ci siamo fatti una foto ricordo all’ingresso come ai bei vecchi tempi. E coi bei vecchi tempi abbiamo giocato a nascondino per due ore e mezza. Accorgendoci, ad un certo punto, che sono vent’anni di palcoscenico anche per noi. Sempre noi.

 

Altre foto: qui